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PUNTI DI VISTA

MADRI AL LAVORO. LE LEGGI NON AIUTANO

Da un lato c’è il tasso di occupazione femminile troppo basso: lavorano meno di 50 donne ogni 100 mentre nel resto del continente si supera stabilmente il 60%. Dall’altro c’è l’interminabile inverno demografico, in parte spiegabile per la mancanza di servizi capaci di aiutare le donne a essere madri e lavoratrici insieme, in parte causata da più profonde dimensioni culturali, sedimentate in atteggiamenti e proiezioni psicologiche che giungono fino alla rinuncia volontaria o addirittura all’aperta ostilità nei confronti della generatività. …

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VERSO UN AUTO-GOVERNO DELLA SOCIETÀ CIVILE

Il welfare sociale, l’insieme degli interventi rivolti per lo più ad anziani non autosufficienti, persone con disabilità, famiglie in povertà e prima infanzia, si trova oggi a convivere con costanti punti di criticità. Ne è un esempio il fatto che le politiche sociali e il welfare sono sempre più pensati come un costo da rendere compatibile con i tassi di crescita dell’economia, non certo come una forma di investimento. Diventa fondamentale quindi chiedersi se possiamo trovare delle linee guida per …

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L’ALTALENA DELLA MORTALITÀ: UNA RIFLESSIONE SULLA DEMOGRAFIA

Sul quotidiano Avvenire, Gian Carlo Blangiardo, professore di demografia presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca e componente del gruppo di ricerca sul welfare responsabile, propone una interessante riflessione sul tema dell’andamento demografico a partire dai più recenti dati ISTAT disponibili.   “Il più recente bilancio demografico diffuso dall’Istat rileva come al totale dei 649mila morti registrati in Italia nel 2017 corrisponda un aumento di 34 mila casi rispetto allo stesso dato del 2016. Viene così a riproporsi un segnale …

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IL WELFARE RESPONSABILE: UNA PROPOSTA PER LA SOCIETÀ ITALIANA

Occorre realisticamente prendere atto che attualmente lo Stato ha sempre più difficoltà ad  assicurare da solo un welfare capace di affrontare i “vecchi rischi sociali” (sanità, disoccupazione, pensioni) retaggio della società industriale, ma anche i nuovi rischi sociali propri della società contemporanea (trasformazione del mercato del lavoro, conciliazione lavoro-famiglia, sfida delle nuove tecnologie, formazione ricorrente, aumento delle patologie cronico-degenerative connesse all’invecchiamento della popolazione, etc.). Di fronte a questo quadro, le prospettive che concretamente si aprono sono due: accettare un ridimensionamento …

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