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UNA CARITÀ OPEROSA E RESPONSABILE: LA CONGREGA DELLA CARITÀ APOSTOLICA DI BRESCIA

Il progetto “Welfare Responsabile”, fin dai suoi inizi nel 2015, ha un importante interlocutore e sostenitore nella Congrega della Carità Apostolica. Si tratta di un’istituzione di beneficenza privata, di ispirazione cristiana, laica e indipendente nata a Brescia nel 1535 e attualmente retta da un’assemblea di 56 confratelli liberamente eletta e periodicamente aggiornata. Emblema del sodalizio è il pellicano che nell’iconografia cristiana è simbolo di pietà, amore e carità per il prossimo e rappresenta il buon padre di famiglia che, come il Cristo stesso, alimenta i figli con il suo sangue e la sua virtù.

Negli ultimi cento anni la Congrega ha assunto una configurazione sempre più complessa divenendo collettore e al tempo stesso punto di riferimento per l’amministrazione e la gestione di Fondazioni benefiche attive nel campo della filantropia soprattutto nel contesto bresciano. Sono infatti dieci le Fondazioni (7 di erogazione e 3 operative) che hanno come capofila la Congrega, tutte accomunate dal fine della carità sociale.

Il Bilancio sociale 2021

I numeri dell’ultimo Bilancio Sociale, riferito all’anno 2021, raccontano quanto fatto in un anno ancora molto difficile per la pandemia. Attraverso le donazioni di benefattori, le raccolte fondi e le risultanze di gestione sono stati accantonati 2.473.756 di euro.

Alla cifra di 1,9 milioni di euro per la beneficenza e per il sostegno a enti del Terzo settore sono da aggiungersi la calmierazione dei canoni di locazione operata con l’housing sociale, stimabile in circa 500mila euro annui ed altri fattori di non facile quantificazione (seppure non meno rilevanti) quali per esempio il controvalore delle prestazioni offerte volontariamente dai confratelli.

Solo nel 2021 la Congrega e le Fondazioni da essa amministrate hanno raggiunto 1.263 beneficiari attraverso interventi ad personam per un totale di 529.518 euro erogati. Delle persone incontrate, circa il 40% si è rivolto alla Congrega per la prima volta. Gli adulti che hanno beneficiato di un contributo sono 589 e sono al 70% di origine italiana, il trend si inverte per quanto riguarda i minori (674) che invece sono per il 70% di origine straniera. L’aiuto in denaro è stato dato per diverse destinazioni: il 27% sulle spese di prima necessità (acquisto di generi alimentari, utenze, vestiario), il 20% sulle spese della casa (condominiali, acquisto elettrodomestici, interventi tecnici), il 18% a copertura di insoluti sul canone di locazione, il 18% sulle spese scolastiche e ricreative e il 17% sulle spese sanitarie (farmaci e prestazioni specialistiche).

ei casi di maggiore fragilità, secondo un metodo consolidato, alle persone non vengono consegnate somme di denaro ma si prediligono interventi diretti col pagamento delle fatture o delle utenze oppure affidando l’erogazione al volontariato di appoggio, lo stesso che ha accompagnato la richiesta e assicura una vicinanza nel tempo.

L’aiuto per l’emergenza abitativa

Infine, come già ricordato, un ambito che da sempre connota l’attività della Congrega è quello degli interventi cosiddetti di housing sociale. Le unità immobiliari con destinazione sociale di proprietà della Congrega e delle fondazioni amministrate ammontano a 292 alloggi direttamente gestiti (tra questi 56 alloggi semi-protetti destinati ad anziani) e 169 alloggi convenzionati assegnati secondo le modalità e con il canone stabilito nelle convenzioni sottoscritte con gli enti pubblici che ne hanno finanziato parzialmente la riqualificazione (tra questi 41 posti letto per studenti universitari fuori sede).

Il presidente della Congrega della Carità Apostolica, il notaio Franco Bossoni, membro dell’Advisory board della Rete Welfare Responsabile, sottolinea che:

“La storia della Congrega coincide con la storia della città di Brescia e della sua gente: i benefattori, i confratelli e gli stessi bisognosi ai quali ha rivolto aiuto. La Congrega è da secoli uno strumento di bene scaturito dalla volontà di molte persone, che ne hanno avuto fiducia, e non certo dalla pur benemerita decisione di un singolo”.

Al contempo è forte l’esigenza di un impegno per “riuscire ad interpretare le esigenze di ciascun tempo con un’azione efficace ed aggiornata soprattutto in una fase nella quale, non solo per la pandemia, si rilevano scompensi e ricadute sociali e personali nelle situazioni di maggiore fragilità, emergono bisogni educativi inattesi, nuove solitudini e lacune da colmare a causa della compromissione di equilibri già labili”. Si declina così l’impegnativa sfida di corrispondere ai segni dei tempi con una carità aggiornata e operosa, esercitata nella prospettiva della responsabilità.

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